Emergenza Coronavirus in Rojava

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Oggi più che mai ci rendiamo conto di quanto l’accesso alla sanità sia importante.

Abbiamo tutti scoperto cosa significhi vivere nell’incertezza, avere paura per la propria vita e per quella dei propri cari, vivere in condizioni di precarietà, ascoltare il bollettino quotidiano del numero di morti.

Adesso immaginate questa situazione di emergenza non in Italia, dove già è grave, ma in Rojava, Nord della Siria, dove sono ormai stati accertate morti da COVID19.

Area martoriata da quasi 10 anni di guerra, con infrastrutture e servizi severamente compromessi. 

Una striscia di terra dove vivono 600.000 rifugiati, sfuggiti ai bombardamenti,  costretti ad ammassarsi in campi profughicon condizioni igienico-sanitarie precarie o trovare riparo in abitazioni parzialmente distrutte.

Una regione sotto embargo, con 4 milioni di abitanti e solamente 3 ospedali in funzione.

In tutto questo il conflitto continua: l’esercito turco non sta rispettando la richiesta di cessare il fuoco e sta bombardando l’area di Shehba e il campo di Makhmur.

La condizione è al limite.

Siamo al momento l'unico ente sanitario nella regione. Stiamo portando avanti tutte le misure di prevenzione possibili. Abbiamo costruito grazie al vostro aiuto un centro d'emergenza ad Al-Hasaka  e a Heseke per la popolazione della città e dei paesi limitrofi.

Ma questo non basta.

Con la diffusione del virus nella regione, come ha dichiarato l’OMS “tra gli sfollati e nelle zone con elevata densità di popolazione, sicuramente si diffonderà più rapidamente”.

E il sistema sanitario del Rojava non è in grado di fronteggiare un’emergenza coronavirus.

Ci sono in questo momento solo 40 ventilatori, 135 posti in terapia intensiva. Per 4 milioni di persone. Non ci sono sufficienti mascherine per la popolazione né aree dove gli infetti possano stare in isolamento.

Gli aiuti umanitari che arrivano in Siria vengono distribuiti solo nella zona sotto il controllo di Assad, non ci sono laboratori per i tamponi in Rojava ed è necessario aspettare oltre una settimana per avere i risultati.

E' assolutamente necessario attrezzare tutta la regione per fronteggiare l’emergenza, altrimenti sarà una catastrofe.

Sono necessarie mascherine per la popolazione, prodotti per la disinfezione, fondi per costruire tende per l’isolamento degli infetti. E respiratorimacchinari per la terapia intensivaposti letto.

Ora più che mai la popolazione del Rojava ha bisogno del tuo aiuto, e ne ha bisogno ADESSO.

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