Rapporto sui punti medici della Mezzaluna Rossa Curda allestiti nelle regioni di Shehba

Rapporto dettagliato sui punti medici della Mezzaluna Rossa Curda, allestiti nelle regioni di Shehba (Trilrifet)

Il rapporto di seguito pubblicato, risalente al 26/11/2018, presenta dettagliatamente ciascuno dei punti medici allestiti a Shehba, comprese le attività che ciascuno di essi svolge, le carenze e il numero dei pazienti mediamente curati.

Contenuto:

1. Situazione sanitaria generale degli sfollati a Shehba (zona di Tilrifet).
2. Punti medici della Mezzaluna Rossa Curda a Shehba (specifiche- numero di beneficiari).
3. Tipo di assistenza sanitaria fornita agli sfollati dalla Mezzaluna Rossa Curda.
4. Medicine disponibili nelle farmacie di HSK.
5. Ostacoli e Problemi incontrati dalla Mezzaluna Rossa di Shahba
6. Esigenze e Richieste

A seguito degli intensi attacchi perpetrati dallo Stato turco sulla città di Afrin (territorio siriano), iniziati il 16-17 marzo 2018, la popolazione della città di Afrin si è trovata costretta a migrare verso Shahba e ha sofferto e continua tutt’ora a soffrire di numerosi drammi umanitari. Gli sfollati, che credevano di essere sopravvissuti ai bombardamenti, alle uccisioni e alla distruzione, si sono trovati di fronte ad una situazione sanitaria disastrosa, derivante sia dall’assenza dei servizi medici, sia dal fatto che Shahba rappresenta una delle zone recentemente liberate dalle forze d’occupazione dell’ISIS. La geografia dell’area di Shahba non è adatta a contenere il gran numero di sfollati (più di 1200.000), soprattutto perché la maggior parte dei villaggi e delle aree presenti su quel territorio è stata completamente o parzialmente distrutta. All’interno di questo contesto, molte famiglie si sono trovate a dover convivere l’una con l’altra in case aventi una o due stanze. Il conseguente sovraffollamento rappresenta una grave difficoltà con cui la maggior parte degli sfollati deve convivere. La distruzione totale o parziale ha colpito tutte le infrastrutture e servizi della zona, compresi ospedali, cliniche, 2 scuole, caldaie, stazioni idriche e persino strade, rendendo difficile l’accesso ai beni di prima necessità, i quali assicurano una vita dignitosa laddove il tasso di mortalità tra gli sfollati è estremamente alto. I residuati bellici, ossia le mine terrestri e le bombe a grappolo presenti in tutta l’area di Shahba, causano la morte di molti civili, soprattutto donne e bambini. Questo perché tali residui continuano a permanere nella zona, a causa del mancato intervento di squadre di artificieri esperti. I bambini sono terrorizzati dagli spazi aperti, poiché traumatizzati dall’incubo delle mine. Tra gli sfollati troviamo un’ampia diffusione di epidemie e malattie infettive, scaturita dalla mancanza di servizi medici e dall’interruzione delle strade che conducono agli ospedali più vicini presenti sul territorio di Aleppo: Shahba soffre di un semi assedio derivante dalle barriere di sicurezza imposte dal governo siriano. Nessuna autorità sanitaria governativa, inoltre, ha tentato di avviare un programma di irrorazione di pesticidi nella zona, allo scopo di eliminare insetti nocivi e portatori di malattie. Nonostante gli incessanti sforzi per migliorare la salute globale, attraverso nuove ricerche e innovazioni nell’ambito del trattamento delle malattie incurabili e della lotta contro le epidemie, nei territori dove si consumano guerre calde la situazione rimane fuori controllo, come dimostrato dalla condizione dei cittadini siriani sfollati. Recentemente, il team di documentazione e statistica della Mezzaluna Rossa Curda ha monitorato le malattie diffuse tra gli sfollati e le ragioni per cui non sono in grado di controllarle.
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